IL MONTE CASTELLETTO E LA TOMBA DEL GIGANTE

Lasciandosi il centro di Brusimpiano alle spalle, e percorrendo il sentiero della Cappelletta verso la frazione di Ardena, si giunge al Monte Castelletto.

Monte di antica storia e ricco di reperti archeologici, in esso sono stati ritrovati insediamenti di epoca etrusca e gallo-romana. Numerose sono le tombe venute alla luce durante gli scavi privati: una nota di interesse è sicuramente la “Tomba del Gigante”, chiamata così a causa delle dimensioni delle ossa ritrovate (sembra che le ossa componessero uno scheletro di circa 2 metri).

Il Castelletto faceva parte di un complesso di fortificazioni collegate tra loro che si estendeva da Castelseprio fino alla Svizzera. La costruzione, riconosciuta di epoca celtica, successivamente divenne possedimento dei romani. Sotto il dominio di questi, il castello ospitò un’armeria e residenza del capo mastro dei ferri militari, dal momento che sul sito era possibile sfruttare le miniere di pirite.

Il castello fu poi distrutto durante una battaglia nel 1249.

In realtà esso non era l’unico forte esistente in questa zona: una costruzione era presente anche sulla riva detta, appunto, “Il Castello”, in direzione di Porto Ceresio.

Per quel che riguarda la storia più recente, il Castelletto fu rispolverato, in virtù della sua posizione, per rinforzare alcuni tratti della Linea Cadorna. Questa si avvale delle fondamenta rimaste, che vanno a rinforzare il complesso di fortificazioni, trincee e punti di tiro che si diramano su tutto il territorio ardenese.

Un altro punto di interesse di questi trinceramenti è sicuramente il Belvedere: si avvale infatti di un’amena posizione, che permette di godere appieno dello splendido panorama. Il Belvedere poggia su una solida caverna della Linea Cadorna: percorrendola, è possibile trovare un punto di tiro e l’ultimo particolare, assente nel tratto più basso di Brusimpiano, dell’architettura delle trincee: la latrina per i soldati.

Il Belvedere comprende solo un breve tratto di trinceramento, che bisogna immaginare in un contesto più ampio: esso si congiungeva infatti con gli altri camminamenti fino al Castelletto. Inoltre, percorrendo la SP41, con occhio attento, è possibile scorgere altri tratti della Linea Cadorna.

Il Generale Cadorna, in una lettera inviata ai famigliari nel 1916, annunciava che avrebbe fatto visita alle fortificazioni del Varesotto: “Tra una settimana circa approfitterò di un intervallo per andare a vedere le fortificazioni che stiamo facendo sul confine svizzero tra il lago Maggiore e di Como. Andrò a dormire tre notti a Varese e girerò tutti quei luoghi di antichi e cari ricordi”. Chissà se passò anche per Brusimpiano.

ALCUNI RITROVAMENTI

Come precisamente descritto da Giampiero Buzzi nel testo “All’Ombra di San Martino”, il nostro territorio è una vasta zona archeologica ancora da esplorare sistematicamente. Vi sono stati però diversi ritrovamenti che qui riportiamo:

1) Attorno al 1900 nel campo “Sottopezze” venne alla luce un sepolcro gallo-romano composto da una quarantina di tombe a cassa di beole, ad inumazione, qualcuna contenente balsamario vitreo, monetina, fibula d’argento. Materiale disperso.

2) In proprietà Lissoni venne scoperto un Elmo.

3) In proprietà Oddoni una tomba manomessa in parte che conteneva unicamente lo scheletro.

4) Presso il Museo Civico di Varese sono conservati pochi oggetti superstiti: una tomba gallica a cassa di sfalde di pietra (beole) di forma rettangolare contenente olpe a trottola fittile, con marca graffita sul fondo in caratteri nord-etruschi “KASIKOS” e una scodella fittile frammentata.